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Statements

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Televisore Philips TX 1410 U (XX)
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televisore
dc:creator
Philips
dc:date
1952 - 1954
dc:rights
proprietà privata
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televisore
n6:bibliographicCitation
bibliografia di confronto: Soresini F., Di tubo in tubo : Storia dei tubi elettronici nel centenario del diodo : 1904-2004, a cura di A.I.R.E., Albino (Bergamo), Sandit, 2004 bibliografia di confronto: Grob B., La televisione, Torino, Einaudi - Edizioni Scientifiche, 1955
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L'inventore americano Philo T. Farnsworth sviluppò, nel 1927, il primo sistema pratico di televisione completamente elettronica nella storia. Il russo Vladimir Zworykin, nei laboratori americani della RCA, riuscirà poi a realizzare la televisione elettronica come prodotto commerciale nel 1939. In Italia questa nuova tecnologia fu sviluppata a partire da metà degli anni Trenta da tre grandi aziende nazionali: la Magneti Marelli (sistema RCA), la Allocchio Bacchini (sistema Telefunken) e la Safar (sistema derivata dalla Telefunken e telepantoscopio). Dopo un po' di sperimentazione dei diversi sistemi proposti dalle tre aziende, la Magneti Marelli e la Safar vennero autorizzate ad iniziare la produzione di apparecchi televisivi presentati alla "Fiera della Radio" del settembre 1939. L'obiettivo dell'EIAR, era quello di scegliere il sistema definitivo in tempo per il lancio ufficiale delle trasmissioni previsto per il 1942 (ventennale del regime fascista). Ma l'avvento della Guerra sospese ogni attività. Solo nel 1947 in Italia si ricominciò a parlare di Televisione. In questi anni molte aziende straniere propongono i loro dispositivi per studi televisivi per farli testare alla RAI (L'EIAR diviene RAI nel 1946). Si afferma intanto lo "standard europeo unificato" come sistema televisivo da adottare in Europa, derivato da quello americano. Tra il 1952 e il 1954 la RAI, concessionaria esclusiva dei servizi di radiodiffusione e televisione, trasmette regolarmente anche se in via sperimentale. Nel 1954 si ha l'inaugurazione ufficiale della televisione italiana. La visione collettiva (nei bar, nei circoli, ecc) giocherà in questi primi anni un ruolo fondamentale. I televisori degli anni '50 erano caratterizzati da circuiti completamente a valvole montati su di un telaio. Il tubo catodico all'inizio degli anni cinquanta passa dalla forma tonda a quella quadrata e la sua apertura di deflessione da 70° a 90°, angolo che rendeva comunque gli apparecchi molto ingombranti e profondi. Il materiale utilizzato per il mobile era quasi sempre il legno e il tubo catodico era protetto da un vetro frontale a causa dalla fragilità del tubo catodico tenuto sottovuoto.
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Televisore di forma squadrata, in legno. Sulla parete frontale è presente un'apertura rettangolare dove è visibile lo schermo rettangolare del tubo catodico (cinescopio), protetto da un vetro. Sotto allo schermo si ha una rete in tessuto e delle liste in legno a protezione dell'altoparlante. Ai lati dell'altoparlante sono presenti 4 comandi a manopola in bachelite con le seguenti funzioni: sincronismo orizzontale e verticale, contrasto/luminosità, canale/sintonia (canali preselezionati da 1 a 10), tono/volume/interruttore. All'interno del televisore sono presenti il circuito a 24 valvole con il tubo catodico posto in orizzontale e un altoparlante magnetodinamico circolare. La parete posteriore è forata per permettere l'aerazione. Sul retro sono presentirei connettori elettrici, un connettore per la messa a terra, un trimmer per la regolazione della messa a fuoco.
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Radiocomunicazioni Televisione Cinescopio
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