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Statements

Subject Item
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Mivar Color T2S, Mivar;  (XX)
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televisore
dc:creator
Mivar
dc:date
1973 ca.
dc:rights
proprietà privata
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televisore
n4:bibliographicCitation
bibliografia di confronto: Grob B., La televisione, Torino, Einaudi - Edizioni Scientifiche, 1955 bibliografia di confronto: Soresini F., Di tubo in tubo : Storia dei tubi elettronici nel centenario del diodo : 1904-2004, a cura di A.I.R.E., Albino (Bergamo), Sandit, 2004
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L'inventore americano Philo T. Farnsworth sviluppò, nel 1927, il primo sistema pratico di televisione completamente elettronica nella storia. Il russo Vladimir Zworykin, nei laboratori americani della RCA, riuscirà poi a realizzare la televisione elettronica come prodotto commerciale nel 1939. Tra il 1930 e il 1939 la RCA investì quasi dieci milioni di dollari per sviluppare il progetto di televisione elettronica. Nel 1954, negli Stati Uniti, cominciano le trasmissioni a colori, con lo standard NTSC ((National Television System Committee). In Europa arriverà nel 1967 con due diversi standard: SECAM (Sequential Couleur Avec Memoire, Francia e Paesi dell'EST) e PAL (Phase Alteration Line, Germania e UK). L'Italia, con grave ritardo, sceglierà lo standard PAL nel 1972. Le prime trasmissioni a colori italiane si avranno nel 1977. L'evoluzione tecnica principale dei primi televisori a colori risiede nella struttura del cinescopio: sullo schermo vengono depositati fosfori adatti ad emettere luci corrispondenti ai tre colori primari (rosso, verde, blu), in modo tale che per sovrapposizione additiva si possano ottenere tutti i colori. Per controllare l'eccitazione dei fosfori, il tubo catodico viene dotato di tre cannoni elettronici, uno per ciascun colore. Agli inizi degli anni '60 il televisore entra nelle case: la visione non è più collettiva ma familiare, non ancora privata. Gradualmente i televisori passano anche dal funzionamento con circuiti a valvole a circuiti a transistor, cambiano anche i materiali e le dimensioni: scompare il legno a favore di materiali plastici colorati e forme di design innovative, nel tubo catodico viene integrata la protezione (bonded) e nei televisori sparisce quindi il vetro frontale.
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Mobile in legno di forma squadrata. La parete frontale, in materiale plastico grigio, è quasi interamente occupata dallo schermo rettangolare del cinescopio autoprotetto da 25 pollici. A destro dello schermo, in colonna, si trovano una griglia che protegge l'altoparlante interno, 4 manopole per la regolazione del volume, del contrasto, per il bilanciamento del colore, per la luminosità, un interruttore a slitta per l'accensione, una manopola per la selezione delle bande e la regolazione della sintonia con indicazioni per bande UHF canali da 24 a 68, per bande VHF canali da A ad M (con possibilità di regolazione fine della sintonia), un interruttore per i programmi 1° e 2° della televisione italiana. Il retro, in plastica nera è forato per l'aerazione. Sul retro si trovano le viti per la regolazione della frequenza verticale e orizzontale e due connettori per antenne UHF e VHF. Da sotto fuoriesce il cavo di alimentazione per la connessione alla rete elettrica. All'interno oltre al cinescopio e all'altoparlante è presente il circuito allo stato solido di funzionamento del televisore.
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TV Cinescopio Televisione Radiocomunicazioni
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