Bancone di Natta, Natta, Giulio; (XX)
https://dati.museoscienza.org/lod/resource/ScientificOrTechnologicalHeritage/IGB-009714 <https://w3id.org/arco/ontology/arco/ScientificOrTechnologicalHeritage>
complesso da laboratorio
xsd:string
xsd:string
Bancone di Natta, Natta, Giulio; (XX)
xsd:string
Natta, Giulio
xsd:string
1950 - 1975
xsd:string
1937 - 1950
xsd:string
1935 ca.
xsd:string
proprietà privata
xsd:string
complesso da laboratorio
xsd:string
Diplomatosi nel 1919 a soli 16 anni, nel 1924 Giulio Natta conclude gli studi al Politecnico di Milano e inizia la carriera di ricercatore, durante la quale collabora con numerose imprese.
Nel 1938 Natta ottiene la cattedra di Chimica Industriale al Politecnico di Milano e nel 1947 stringe un accordo di collaborazione con il dirigente della Montecatini Piero Giustiniani. La storica azienda chimica italiana finanzia un centro di ricerca avanzata al Politecnico di Milano, dando il via alla più fruttuosa collaborazione tra industria e università degli anni '50 e '60.
Nel 1952, dopo aver ascoltato una conferenza di Karl Ziegler sulla polimerizzazione dell'etilene, si convince della possibilità di controllare la struttura della catena polimerica. Fra i due inizia una collaborazione che porterà al Nobel.
Man mano che Natta porta avanti le sue ricerche, il professore annota i risultati ottenuti su fogli e quaderni, e costruisce il modello della molecola che sta via via inventando.
L`11 marzo 1954 Giulio Natta annota sulla sua agenda: "Fatto il polipropilene". Per la prima volta nella storia un chimico è in grado di realizzare in laboratorio un polimero stereoregolare. Stabilisce inoltre un protocollo che permetterà di ricostruire quella molecola infinite volte sempre uguale a sé stessa, dando così avvio alla grande produzione industriale di plastica.
Per questa sua grande invenzione, il 10 dicembre 1963 a Stoccolma, Giulio Natta riceve il Premio Nobel dalle mani del re di Svezia. Il professor Arne Fredga, membro della commissione Nobel per la chimica, alla cerimonia di consegna dice: "... la Natura sintetizza molti polimeri stereoregolari, per esempio la cellulosa e la gomma. Si è pensato per lungo tempo che questa capacità fosse un monopolio della Natura. Ma ora il professor Natta ha rotto questo monopolio. Professor Natta, lei ha avuto successo nella preparazione attraverso un nuovo metodo di macromolecole che possiedono una struttura spaziale regolare. Le conseguenze scientifiche e tecniche della sua scoperta sono immense e non possono ancora essere pienamente stimate..."
Giulio Natta resta il primo e unico italiano ad aver ricevuto il Nobel per la chimica.
xsd:string
Il bancone è un classico tavolo a quattro gambe, con una pedana e due cassetti.
A fianco del bancone trovano posto una bombola di gas propilene e una di azoto, un vacuometro tipo Mc Leod e una pompa a vuoto. Sul bancone trovano invece posto una serie di apparecchiature per la produzione e la purificazione del polipropilene isotattico: un campione di catalizzatore Ziegler-Natta di prima generazione, in particolare tricloruro di titanio in soluzione idrocarburica (TiCl3 + AlR3, dove R potrebbe essere etile o isobutile); un autoclave basculante con mantello riscaldante dotata di manometro; un estrattore Kumagawa con la relativa pompa di circolazione per il fluido di raffreddamento; un campione di polipropilene. Sempre sul bancone trovano posto anche alcune copie anastatiche degli appunti preparatori di alcune lezioni che Giulio Natta tenne al Politecnico.
xsd:string
IGB-9714
xsd:string
laboratorio
xsd:string
Natta
xsd:string
polipropilene
xsd:string
plastica
xsd:string
chimica