S 506 Enrico Toti (XX)

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nave xsd:string
xsd:string S 506 Enrico Toti (XX) 
xsd:string Italcantieri 
xsd:string 1968 - 2001 
xsd:string 1967 - 1968 
xsd:string proprietà privata 
xsd:string nave 
xsd:string bibliografia specifica: Iezzi M. / Incarbone F., Cinquecentosei : la straordinaria avventura del sottomarino Enrico Toti, Milano, Museo nazionale della scienza e della tecnologia, 2006 
xsd:string bibliografia specifica: Giorgio Giorgerini/ Augusto Nani, Almanacco Storico delle Navi Militari Italiane, Roma, 1996 
xsd:string La Classe Toti è stata progettata e costruita negl'anni Sessanta del Novecento durante il periodo della Guerra Fredda con il compito di pattugliare le acque del Mediterraneo e scoprire il passaggio di grandi sottomarini sovietici in transito da o verso l'Oceano Atlantico. Classificato come SSK (Submarine Submarine Killer) il sottomarino Toti è una unità navale militare armata che ha operato in rete con gli altri battelli della sua classe o della classe Sauro, per captare rumori emessi da unità navali non alleate in transito nello Stretto di Sicilia. A volte è stato impiegato in ambito NATO per esercitazioni di guerra. Grazie alle sue ridotte dimensioni e alla sua capacità di navigare immerso è in grado di avvicinarci di nascosto alle aree costiere del Mediterraneo per spionaggio o trasportare truppe o corpi speciali. La cifra 506 sulla Vela corrisponde al numero identificativo del battello assegnatogli dalla Marina Militare, ha la funzione di distinguere in maniera univoca l'unità navale in ambito NATO. 
xsd:string Scafo di forma cilindrica, presenta una doppia colorazione: la parte superiore è di colore azzurro/verde, quella inferiore nero opaco. La parte prodiera presenta leggere schiacciature a dritta e a sinistra che facilitano la rottura dell'onda durante la navigazione emersa. Nella parte poppiera lo scafo si affusola dando al battello la forma di una goccia. Lungo tutto lo scafo si osservano diverse protuberanze fuori carena. In particolare al centro si ha la Falsa Torre, detta anche Vela, che copre e protegge snorkel, antenne e strumentazione di navigazione. Anche la Vela presenta una sagoma a forma di goccia. All'interno della Falsa Torre si trova anche una garitta, strutturata per permettere l'uscita di emergenza dal battello in caso di avaria. Sempre sulla parte superiore si possono riconoscere (da prua a poppa): il bulbo di protezione del trasduttore del sonar attivo, 6 trasduttori dell'MPD (misuratore passivo di distanza) per il sonar passivo, diverse bitte a scomparsa un asta porta bandiera che sostiene anche lo strallo di poppa. Sui fianchi dello scafo sia a prora che all'estrema poppa si hanno i timoni di profondità, che hanno la forma di grandi superfici piane (1,5 mq/cad.), disposte lungo il piano orizzontale ed incernierati tramite un perno che ne consente di variare la loro inclinazione. Mentre i timoni di direzione si trovano solo a poppa hanno forma analoga ai timoni di profondità ma sono disposti sul piano verticale. Osservando da prua si notano i quattro portelli di lancio dei siluri. Infine a poppa si distingue la grossa elica pentapale in bronzo che serve alla propulsione del battello. Sulla parte inferiore dello scafo si trova una speciale taccatura detta Barchetta che ha la funzione di contenere parte del piombo di zavorra. Sono stati creati due varchi sul fianco di dritta del battello per renderlo visitabile al suo interno. In tre punti dello scafo (prua , metà, poppa) è possibile vedere delle scale graduate in decimetri con lo zero posto sulla barchetta. 
xsd:string IGB-9676 
xsd:string guerra 
xsd:string Sistema d'arma 

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