Replica di velivolo Farman 1909 (XX)
https://dati.museoscienza.org/lod/resource/ScientificOrTechnologicalHeritage/IGB-007558 <https://w3id.org/arco/ontology/arco/ScientificOrTechnologicalHeritage>
replica
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Replica di velivolo Farman 1909 (XX)
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1956 circa
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proprietà privata
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replica
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bibliografia di confronto: Batchelor J./ Lowe M. V., Enciclopedia del volo : dal 1848 al 1939, Milano, White Star, 2006
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bibliografia di confronto: Angelucci E./ Matricardi P., Guida pratica agli aeroplani di tutto il mondo, Milano, Mondadori, 1975-1982, 8
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I biplani progettati e realizzati da Henri Farman a partire dal 1907 ebbero una grande diffusione negli anni precedenti alla Prima Guerra mondiale. Furono infatti tra i primi aeroplani ad essere impiegati in operazioni belliche; dopo una prima applicazione durante la guerra di Libia da parte dell'esercito italiano, aeroplani di questo tipo vennero ampiamente utilizzati dalle aeronautiche francesi ed inglesi nei primi tempi della Grande Guerra. L'esemplare posseduto dal Museo della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" è una ricostruzione volante in scala 1:1, eseguita su piani originali e con tecniche dell'epoca, del secondo tipo di velivolo entrato in servizio nella prima scuola di volo dell'aeronautica militare italiana, aperta nel gennaio 1910. Questa replica, immatricolata I-FARM, ha volato nella manifestazione aerea per l'inaugurazione dell'aeroporto di Fiumicino del 1956, pilotata dal colonnello Evasio Ferretti; su richiesta del pilota l'impennaggio verticale del modello originale venne sostituito con una sola deriva per una maggiore sicurezza di volo.
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Biplano monoposto con motore spingente. La fusoliera è costituita da un traliccio in legno e tiranti in metallo a formula canard, con stabilizzatore posto nella parte anteriore, sorretto da un'intelaiatura di travetti obliqui. Le ali presentano una struttura in legno rivestita di tela di cotone; le ali sono collegate tra loro da due coppie di montanti in legno. Lungo il bordo di uscita dell'ala inferiore sono sistemati degli alettoni per il controllo trasversale. L'impennaggio prevede un'unica ampia deriva verticale e due piani orizzontali, con alettoni mobili incernierati nella parte posteriore. Il posto del pilota è scoperto, situato tra le ali. Il carrello di atterraggio è costituito da un telaio in metallo sostenente quattro ruote parallele.
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IGB-7558
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Trasporti via aria
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aeronautica