pila, Italiana, per stazione telegrafica Morse (XIX)
https://dati.museoscienza.org/lod/resource/ScientificOrTechnologicalHeritage/IGB-002146-5 <https://w3id.org/arco/ontology/arco/ScientificOrTechnologicalHeritage>
pila
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pila, Italiana, per stazione telegrafica Morse (XIX)
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seconda metà XIX secolo
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proprietà privata
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pila
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bibliografia di confronto: Brenni P., Gli strumenti di fisica dell'Istituto Tecnico Toscano : Elettricià e Magnetismo, Firenze, Le Lettere, 2000
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bibliografia specifica: La conquista della telegrafia senza fili : Temistocle Calzecchi Onesti e il Coherer, a cura di Fedeli E. / Guidone M., Bologna, Nuova Alfa Editoriale, 1987
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La pila Italiana, in uso tra il 1860 e il 1940 alle Poste e Telegrafi Italiane, era una variante della pila Callaud, pila zinco-rame di tipo a solfato di rame, in uso, quest'ultima, alle poste francesi; mentre le poste tedesche e quelle americane, utilizzavano altre due varianti della pila Callaud, rispettivamente, la pila Meidinger e la pila americana.
Questa pila, come la Callaud, per il funzionamento, sfrutta la diversa densità e peso specifico dei componenti e, per questo, non ha bisogno del classico vaso poroso; per non compromettere la separazione dei componenti, la Callaud non doveva essere mossa; anche per quella italiana, valeva lo stesso accorgimento, ma la caretteristica strozzatura visibile al centro del contenitore di vetro, che serviva anche a reggere l'anello di zinco, assicurava una migliore separazione dei due liquidi con diverso peso specifico.
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La pila è contenuta all'interno di un vaso cilindrico in vetro strozzato centralmente a formare due alloggiamenti comunicanti. Nell'alloggiamento superiore è presente una lamina di zinco cilindrica a cui è saldato, sul bordo alto, un filo di rame che fuoriesce dal vaso e termina con un reoforo; la lamina di zinco e, quindi, il filo e il reoforo ad esso collegati, costituiscono il polo negativo della pila. Il polo positivo è costituito da una lamella in rame posta sul fondo del vaso. Tale lamella è saldata a un conduttore, anch'esso di rame, isolato con guttaperca che risale il vaso nel suo centro, attraversando la strozzatura e uscendo dal vaso in altro, dove, non più isolato dalla guttaperca, termina con un reoforo. Nella parte bassa del vaso è presente del solfato di rame (da verificare!), mentre in alto trovava posto una soluzione acidulata (mancante).
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IGB-2146-5
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Telegrafia