Lampada a carburo da miniera (XX)

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xsd:string Lampada a carburo da miniera (XX) 
xsd:string Ferdinando Ricceri & F. 
xsd:string 1960 circa 
xsd:string detenzione privata 
xsd:string lampada 
xsd:string Le lampade a carburo sfruttano la reazione tra acqua e carburo di calcio per ottenere acetilene, che una volta incendiato fornisce una luce molto intensa. All'inizio del XX sec. questo tipo di lampada ha sostituito nell'uso minerario le precedenti a olio per la sua praticità di utilizzo, la luce diffusa e non puntuale generata dalla fiamma dell'acetilene e il basso costo del carburo di calcio. Questa lampada risale agli anni '60 del XX sec. ed è stata regalata dalla ditta Ricceri di Follonica (Grosseto), che le produceva, al direttore della miniera S.T.I.M.A località Fontalcinando, comune di Massa Marittima (GR), Olinto Gnech. 
xsd:string Tipica lampada a carburo utilizzata in miniera, in genere fino al terzo quarto del XX sec, composta da: due contenitori cilindrici sovrapposti per il carburo di calcio e l'acqua, uniti con attacco a baionetta; condotto per l'acetilene; beccuccio per la fiamma; riflettore metallico a disco per amplificare la luminosità; valvola per il carico dell'acqua; vite di regolazione del flusso di caduta dell'acqua; manico e gancio. 
xsd:string D-1939 

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