triciclo, tipo Michaux (XIX)

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triciclo xsd:string
xsd:string triciclo, tipo Michaux (XIX) 
xsd:string 1868 
xsd:string detenzione privata 
xsd:string triciclo 
xsd:string bibliografia di confronto: Andric D./ Bozzini G./ Ormezzano G.P., Storia della bicicletta : Dalle origini alla mountain bike, Milano, TCI, 1991 
xsd:string bibliografia di confronto: Smith Hempstone O./ Berkebile D.H., Wheels and wheeling : The Smithsonian cycle collection, Washington, Smithsonian Instituition Press, 1974 
xsd:string L'origine delle attuali biciclette viene fatta risalire ad alcuni veicoli, apparsi alla fine del 1700, dotati di due ruote collegate ad una trave di legno ed azionati dalla spinta sul terreno dei piedi del conducente, posto a cavalcioni sulla trave; uno di questi veicoli, il celerifero, fu adoperato dal conte di Sivrac a Parigi nel 1791. Un passo in avanti verso la moderna bicicletta venne intrapreso dal barone tedesco Karl Friderich von Drais, che, nel 1818, ottenne un brevetto per un veicolo del tutto simile al celelifero, ma dotato di sterzo in modo da permettere al conducente di cambiare direzione. Fu proprio con la diffusione dell'invenzione di von Drais che iniziò ad affermarsi il termine velocipede, rimasto in uso per oltre un cinquantennio. Per un ulteriore passo in avanti fu necessario attendere fino al 1863 circa, quando nell'officina dei meccanici francesi Pierre ed Ernest Michaux due leve contrapposte munite di appoggi furono applicate al mozzo della ruota anteriore di un velocipede, dando origine ai pedali. All'invenzione dei pedali seguirono altri miglioramenti e modifiche tecniche: i telai in legno vennero progressivamente sostituiti con telai in ferro forgiato, si incominciò ad accrescere il diametro della ruota anteriore per aumentare la velocità e per superare più agevolmente le asperità del terreno, venne adoperato del caucciù a protezione dei cerchi delle ruote, si utilizzarono selle sospese su balestre metalliche per attutire i contraccolpi, si utilizzarono pedali regolabili che, variando il braccio di leva, modificavano la spinta da applicare, vennero introdotti dei freni a pattino. Questo esemplare, in deposito presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci", rappresenta una versione a tre ruote del biciclo Michaux. 
xsd:string Triciclo con telaio tubolare, forcella e manubrio in ferro; il telaio, la forcella e asse delle ruote sono verniciati di nero. Il telaio è costituito da un tubo obliquo dal quale si diramano due bracci, fissati all'asse delle ruote posteriori. Nella parte anteriore è inserita la forcella in lamiera, collegata ad un manubrio con manopole in legno tornito. La sella, imbottita in feltro e rivestita di pelle, è sospesa elasticamente su una balestra, poggiante sul telaio e sull'asse delle ruote posteriori. Il funzionamento si basa su due pedali in metallo, applicati all'asse della ruota anteriore. Il triciclo poggia su tre ruote con razze in legno e cerchiatura in metallo; ogni ruota presenta 12 razze. Il triciclo è sprovvisto di freno. 
xsd:string D-43 
xsd:string Trasporti su strada 
xsd:string ciclismo 

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