dipinto, affresco, Scapi, Bernardino detto Bernardino Luini;  (XVI)

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xsd:string dipinto, affresco, Scapi, Bernardino detto Bernardino Luini;  (XVI) 
xsd:string Scapi, Bernardino detto Bernardino Luini 
xsd:string 1520 - 1521 
xsd:string detenzione privata 
xsd:string dipinto 
xsd:string bibliografia specifica: Ottino Della Chiesa A., Dipinti nel Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica : Milano, Milano, Alfieri e Lacroix, 1962 
xsd:string bibliografia specifica: Pinacoteca Brera, Pinacoteca di Brera : Scuole lombarda, ligure e piemontese 1300-1535, Milano, Electa, 1988 
xsd:string bibliografia specifica: Brera nascosta, Brera nascosta : Arte lombarda dal XIV al XVII secolo, Milano, Electa, 1992 
xsd:string bibliografia specifica: Beltrami L., Luini 1512-1532 : materiale di studio, a cura di Beltrami L., Milano, Tipografia U.Allegretti, 1911 
xsd:string bibliografia specifica: Autelli F., Pitture murali a Brera : La rimozione: notizie storiche e fortuna critica. Catalogo ragionato, Bergamo, Bolis, 1989 
xsd:string bibliografia specifica: Stefani S., La giovinezza del Luini in uno sconosciuto affresco del 1507, in Commentari, Firenze, Le Monnier, 1961 
xsd:string bibliografia specifica: Disegni dipinti, Disegni e dipinti leonardeschi dalle collezioni milanesi, Milano, Electa, 1987 
xsd:string bibliografia specifica: Bertini A., La giovinezza di Bernardino Luini. Revisioni critiche, in Critica d'Arte, Milano, 1962, IX, 53-54, 20-61 
xsd:string bibliografia specifica: Ansaldi G.R., Il primo tempo nell'arte di Bernardino Luini, in Nuova Antologia, Milano, 1933, LXVIII, 439-451 
xsd:string Come gli altri frammenti di questa provenienza, venne staccato a massello nel luglio 1813 da Alessandro Chiesa (in collaborazione con il falegname Carlo Olgiati), e poi traportato su tela e telaio ligneo dai fratelli Steffanoni di Bergamo (1900). Il dipinto si trovava nella zona claustrale, forse in una cappella dedicata al Santissimo oppure come parte della decorazione intorno ad un tabernacolo sulla parete del tramezzo, come in San Maurizio al Monastero Maggiore. Il convento si trovava in prossimità del corso di Porta Ticinese, sulla strada che ancora oggi porta il nome di via Vetere. Il convento fu soppresso nel 1811, venduto a un privato e infine demolito, mentre la chiesa esterna era già chiusa nel 1806. Il soggetto fu inizialmente identificato in modo errato con "Abacuc svegliato dall'angelo" e tale identificazione fu mantenuta fino al 1903. In realtà si tratta di Elia che riceve dall'angelo il calice e il pane cotto sotto la cenere, deposti sulla roccia (3 Re, 19, 5-6); sullo sfondo, Elia incede col bordone da pellegrino. L'attribuzione del frammento al Luini non fu mai posta in dubbio. Per quanto riguarda la datazione, Ansaldi e Bertini proponevano una data anteriore al 1516; Beltrami, Ottino Della Chiesa, Stefani e in un primo tempo Binaghi Olivari invece collocavano il dipinto tra il 1516 e il 1521. Più recentemente, la Binaghi Olivari (1987) restringe la datazione al 1520-1521, basandosi sul confronto con il dipinto di analogo soggetto realizzato dal Moretto nella cappella del Sacramento in San Giovanni Evangelista a Brescia. Tale opera, commissionata dalla Confraternita del Sacramento nel marzo 1521, costituirebbe un termine ante quem per quella del Luini, dato che è probabile che il giovane Moretto si sia ispirato al modello del già maturo ed affermato Luini. Inoltre, stilisticamente il nostro frammento si colloca nello stesso periodo della "Madonna col Bambino e i Santi Antonio e Barbara" (1521). 
xsd:string Elia svegliato dall'angelo 
xsd:string Affresco strappato raffigurante Elia e l'Angelo, proveniente dal convento femminile domenicano di Santa Maria della Purificazione detto le Vetere di Milano. In deposito dalla Pinacoteca di Brera. 
xsd:string D-241 

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