dipinto (XV)

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xsd:string dipinto (XV) 
xsd:string 1475 - 1499 
xsd:string detenzione privata 
xsd:string dipinto 
xsd:string bibliografia specifica: Pinacoteca Brera, Pinacoteca di Brera : Scuole lombarda, ligure e piemontese 1300-1535, Milano, Electa, 1988 
xsd:string bibliografia specifica: Brera nascosta, Brera nascosta : Arte lombarda dal XIV al XVII secolo, Milano, Electa, 1992 
xsd:string bibliografia specifica: Autelli F., Pitture murali a Brera : La rimozione: notizie storiche e fortuna critica. Catalogo ragionato, Bergamo, Bolis, 1989 
xsd:string bibliografia specifica: Mazzini F., Affreschi lombardi del Quattrocento, Milano, Cariplo, 1965 
xsd:string bibliografia specifica: Salmi M., Dedalo, Bernardino Butinone, 1929/30 
xsd:string bibliografia specifica: Cronaca Belle, Cronaca delle Belle Arti, Notizie monumenti Milano affresco quattrocentesco, Milano, 1915 
xsd:string L'affresco proviene dalla sagrestia della chiesetta di Santa Maria Rossa a Garbagnate Milanese. Nel 1914 il parroco decise di demolire l'edificio per costruirne uno più grande adatto alle esigenze di culto. Prima della distruzione, l'opera venne staccata e trasportata su tela da Francesco Annoni e il sovrintendente di Brera Ettore Modigliani riuscì a far valere i diritti di prelazione dello Stato, sottraendo l'opera all'acquisizione da parte del Museo di Gallarate e finanziando le operazioni di stacco. L'opera si presenta come una grande composizione devozionale. I due committenti, raffigurati in ginocchio insieme al figlio, non sono stati identificati con certezza. Vengono presentati da San Bernardino da Siena e Sant'Antonio Abate. L'opera, di un anonimo artista di età sforzesca, è in bilico tra le novità rinascimentali e stilemi tardo gotici. Interessanti i dettagli di abiti e acconciature, come la calzamaglia bianca e morella del donatore, in uso presso la corte sforzesca, o gli zoccoli di San Bernardino. Una nota pubblicata nel "Bollettino d'Arte[...]" del 1915 propone di identificare i due devoti con la figlia del Carmagnola, Antonia, e con il di lei marito, Gualtiero Castiglioni. Il Salmi (1929-1930) invece cerca di identificare i tre donatori con Galeazzo Maria Sforza, sua moglie Bona di Savoia e il piccolo Gian Galeazzo. Anche la datazione è stata discussa, sulla base di considerazioni stilistiche e iconografiche, con un'oscillazione tra la metà del XV secolo (nota del "Bollettino d'Arte", 1915) e il decennio1470-1480 (Salmi, 1929-30), per poi spostarsi verso gli ultimi decenni (come nel caso di Mazzini, che propone una datazione verso il 1485-1490). L'artista, non ancora identificato con un nome, deve essere stato attivo nell'ultimo ventennio del XVI secolo, ma ancora legato alla tradizione gotico-veronese (nello sfondo) e ai modi del Bembo (nella Madonna) e di Michelino da Besozzo (nel Sant'Antonio). 
xsd:string Madonna con Bambino, San Bernardino da Siena, Sant'Antonio Abate, due devoti e il loro figlio 
xsd:string Affresco strappato raffigurante la Madonna con Bambino, San Bernardino da Siena, Sant'Antonio Abate, due devoti e il loro figlio, proveniente dalla chiesetta di Santa Maria Rossa a Garbagnate Milanese. In deposito dalla Pinacoteca di Brera. 
xsd:string D-225 

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